La nostra Programmazione

Al nido Hakuna Matata crediamo che la routine è un ripetersi quotidiano di rituali uguali o simili che scandiscono in maniera regolare la giornata del bambino:

Ogni rituale è un momento educativo ed è vera e propria occasione di apprendimento e tempo di crescita. E’ attraverso l’interpretazione dei gesti e delle azioni ripetute e consolidate nelle routine di ogni giorno che il bambino trova il suo posto nel mondo delle relazioni ed apprende la cultura  del gruppo a cui partecipa, le sue regole, i ruoli e le pratiche che strutturano la realtà.

Durante la mattinata inoltre, vengono proposte al bambino diverse attività attinenti alla programmazione del nido che verrà a breve presentata. E’ necessario precisare che per il bambino tutto quello che avviene al nido rappresenta fare esperienza.

Oltre ai consolidati laboratori di:

– manipolazione

– artistico, grafico-pittorico

– simbolico

– linguistico

– motorio

– affettivo, emotivo e sociale

che saranno certamente presenti nella quotidianità del bambino, dal mese di Novembre parte la programmazione del nido che ci accompagnerà tutto l’anno.

La programmazione che utilizziamo all’ asilo nido Hakuna Matata prende nome da un capitolo del libro di Maria Montessori, “La scoperta del bambino“, ossia IL GIARDINO NOSTRO. La Pedagogista sostiene quanto sia importante dare al bambino “motivi di attività, e insieme conoscenze che lo interessino” perché “il bambino, che è il più grande osservatore spontaneo della natura, ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire”. E continua dichiarando: “Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali”.

L’attività del bambino allora si traduce nel cercare, nel distinguere, nello scegliere, nello sperimentare qualcosa che loro stessi hanno creato o di cui si sono presi cura.

Il giardino che si vorrà creare, non è quindi un giardino tradizionalmente inteso, ma è concepito per essere “assorbito” anche psicologicamente e spiritualmente dalla “mente assorbente” del bambino, attraverso le attività fisiche e pratiche.

Il tutto avverrà sul tavolo della natura dove avverranno gli “esperimenti spontanei”: si tratta di cambiamenti che avvengono ma… non per nostra volontà. Ad esempio le piante si trasformano, cambiano colore, spuntano i boccioli o fiori, si accrescono… costituiscono dei cambiamenti pronti per essere percepiti. E l’accorgersi di essi da parte del bambino è un primo grande risultato. Esso dà avvio alla curiosità, che diventa interesse, poi cura e poi amore verso la natura.

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